Come affrontare il tradimento

Concedersi emozioni e reazioni

Quando si vive un tradimento, in primo luogo è necessario concederci di essere arrabbiati, stressati, tristi. Queste emozioni non vanno negate, ma anzi vanno espresse senza vergogna: trovate momenti di condivisione e di scarico delle energie. Se avete voglia di piangere non negatevelo, ma al contempo cercate di liberare queste energie anche sul piano fisico ad esempio andando a fare una corsa. Esprimetele cercando però di osservare come, una volta riconosciute ed espresse, queste perdano un po’ della loro intensità.

Non stupitevi poi delle vostre reazioni: molto spesso le crisi capitano proprio per metterci alla prova su tematiche sulle quali eravamo cocciutamente sicuri. “Se mi tradisse non resterei con lui/lei un solo minuto!” E ora vi trovate a far di tutto perché la relazione resti in piedi! Va bene così, concedetevelo.

Il tempo che cura

Datevi tempo. Non siate impulsivi e/o orgogliosi. La lucidità è lo status necessario per poter prendere delle sane decisioni e se al momento riconoscete di essere confusi da mille emozioni, concedetevi di aspettare.

Centratevi poi su di voi: ricercate qualcosa che vi dia, per quanto in modo flebile, un po’ di sollievo e cercate di svilupparla. Un piccolo regalo per voi stessi, una coccola quotidiana che può essere dal concedersi di fare qualcosa che da tempo desiderate (un massaggio, un corso, una gita…) al ritagliare degli spazi solo per voi (un’ora di lettura ogni giorno, andare in piscina, correre…). Cercate di sentirvi e di percepirvi nel momento in cui state bene.

Cosa ha portato al tradimento

Interrogatevi su quelli che sono stati i limiti della vostra coppia. Un fiume di “perché lui/lei lo ha fatto?” non porta da nessuna parte, ma un’analisi di quando non stavate voi bene e di che cosa avete nascosto a voi stessi, può portarvi molto lontano.

Valutate anche le vostre responsabilità, crogiolarsi nel ruolo di vittima (e vale anche per chi tradisce, che spesso si sente tale, perché giustifica il suo gesto con una sorta di mancanza di altra via d’uscita) non serve. Più indirizzerete i vostri pensieri e la vostra mente nella direzione del vittimismo e dell’autocommiserazione, più costruirete intorno a voi una realtà che vi imbriglierà in questo ruolo.



La coppia è tale perché si è in due ad agire, quindi anche nel tradimento le responsabilità vanno condivise, magari con pesi diversi, ma ognuno è stato responsabile della situazione che state vivendo.

L’amore per se stessi

Ripartite da voi. Cercate di comprendere dal profondo quanto vi amate. Spesso si dona amore all’esterno ma non si guarda chi siamo dentro e non siamo capaci di amarci. Questa è una condizione che non permetterà alla coppia di vivere una sana relazione. Se non amo me stesso, non posso essere capace di amare sinceramente un altro. E se non amo me stesso spesso l’amore verso l’altro non è disinteressato, ma rappresenta solo la soddisfazione di un bisogno e quindi non è autentico.

E per i genitori cercate per quanto possibile di comprendere che i figli non c’entrano in tutto questo e che è dovere di entrambi tutelarli e mantenere con loro un rapporto genitore/figlio sano. Questo non significa nascondere la vostra sofferenza, ma presentarla come un attore nel gioco della vita ricordando che la responsabilità di questo non dipende da loro. Che anche le nubi si dissolveranno e che l’amore che entrambi provate per loro resta e resterà sempre invariato. Non verrà messo in discussione. Al tempo stesso non inveite con loro contro il partner: creereste nel loro animo dei conflitti affettivi e dei dubbi che avrebbero poi conseguenze nel loro sviluppo emotivo e psicologico.

La crisi che fa crescere

La crisi che deriva dal tradimento può quindi darvi l’occasione per rimettervi in discussione, per crescere e scoprirvi come forse non avete mai fatto. Ricordate che Donna e Uomo lo si diventa con l’esperienza, non con la naturale crescita fisica, allo stesso modo la coppia diventa adulta con il lavoro quotidiano di entrambi i partner, anche quello che nasce dalle difficoltà che appaiono più insormontabili.